Si fa sentire come respiro,
come vita segreta

Quando un motivo figurativo non esiste più o è ridotto a forme immaginarie, tutto si risolve in richiami spaziali o di ritmo in cui si identifica il movimento chiaro in tutta la sua funzione determinante: impulsivo, rigoroso, intuitivo o secondo schemi ben precisi. Non può esistere una buona esecuzione pittorica senza ritmo, perché il ritmo è concretezza di rapporti di chiaro e scuro, di colore, di linee, di modulazioni speciali. Si fa sentire come respiro, come vita segreta
Guido Ballo
critica-pittore-milano

Legami

Melina Scalise

Isa Locatelli è un’esploratrice del linguaggio delle cose. Nelle sue tele l’assemblaggio e la composizione dei materiali si mescolano alla ricerca pittorica per dare a chi guarda una dimensione nuova delle cose e del loro significato. Come Burri usava materiali poveri per raccontare, per evocare alla memoria storie vissute, Isa Locatelli usa le cose non solo per questo, ma anche per evidenziare le loro relazioni. L’artista trasferisce su un pezzo di juta o una rete, su un legno o su una tavola gessata tutte le potenzialità espressive dell’individuo. Le carte riciclate, lavorate a mano o di provenienza sconosciuta, materiali usurati, fili di ferro, corde, plastiche, sono per l’artista qualcosa di palpabile, tangibile di cui non potrebbe fare a meno.

I titoli dei suoi lavori parlano di incontri, di sguardi che si scambiano (occhi negli occhi), di coppie che si trovano, di luoghi di riflessione, di musica o semplicemente di accadimento. Certo è che per Isa la coppia, la relazione a due, che sia l’amore o l’amicizia legate assieme da fili quasi invisibili siano l’unica circostanza dell’essere capace di restituire ordine, composizione e “pulizia”. Nel disordine della vita, in cui ci riempiamo di tante cose e conosciamo tanta gente, esiste, per Isa, sempre un ordine, un senso non dato da un destino precostituito, ma dalle singole circostanze, che fanno cambiare improvvisamente direzioni, scelte, relazioni e pesi gravitazionali.
Così, dietro l’apparente scorrere del caos forse per lei c’è un ordine rigoroso da non dimenticare mai perché sta in tutte le cose, nella Natura stessa: nessuno trova un senso senza l’altro.

Viaggio interiore

Laura Rangoni

J. C. Friedrich Schiller nel suo saggio “L’educazione estetica dell’uomo” ritiene che l’arte sia soprattutto ricerca della conoscenza, possibile una volta che l’uomo si sia affrancato dalle brute necessità materiali e abbia trovato finalmente il tempo, la maniera e, soprattutto, il coraggio, di guardarsi dentro. È quindi evidente che artisti si diventa poco a poco, con il procedere della sperimentazione, che deve andare di pari passo con l’introspezione e una continua ricerca del significante. Per essere artisti oggi, ma anche nel passato, non basta il “dono” divino o l’ambigua “ispirazione” che proviene da un Dio o da una musa, ci vogliono anche altre cose: la profonda conoscenza della psiche e dell’animo umano e dei loro moti.

Ogni pittore, e Isa Locatelli in particolare, esprime non solo la ricca messe dei suoi sogni e dei suoi desideri, ma spesso dipinge anche la nostalgia di cose mai sognate, di musiche mai ascoltate, di volti che non hanno mai sorriso. L’artista è questo: un conoscitore dell’alterità, che alberga prima di tutto in se stesso. E ci vuole coraggio per esprimere contenuti profondi che, da particolari, se riconosciuti dal pubblico, possono divenire universali.

La ricerca di senso di Isa Locatelli è ad ampio spettro. Per avene l’esatta percezione è sufficiente osservare, anche solo epidermicamente il tracciato poetico delle sue opere destinate ad offrirci un panorama molto ampio di emozioni e sentimenti. Un panorama che dimostra la sua grande eterogeneità sul piano del contenuto e della forma: quest’ultima libera da ogni accademismo e strutturata secondo un’impostazione che a tratti lascia intravedere una Locatelli sottilmente attratta dal desiderio di uscire dalla gabbia formale della pittura classica, figurativa, ritrattistica, per accreditarsi anche su un piano nel quale il segno si spezza e si moltiplica, ricorrendo all’eco dell’astratto, dell’informale.

Gli spunti poetici sono semplici, immediati e colti nella realtà quotidiana, ma anche dai profondi recessi del nostro patrimonio archetipico. La capacità del pittore sta soprattutto nel riuscire a trascrivere queste immagini, impressioni, trasmettendo all’osservatore forti suggestioni. Isa Locatelli capace a fondere il tutto, traccia il proprio affresco di emozioni con grande semplicità e autenticità.

La doppia arte di Isa

Elena Maria Ceccato

Bellezza, fantasia, passione e creatività sono i temi ispiratori di Isa Locatelli.
Una passione, quella per l’arte, che inizia quando, giovanissima, s’iscrive al Conservatorio G. Verdi di Milano dove, per dieci anni, si dedica allo studio del pianoforte.

Nonostante l’impegno musicale, nella sua mente domina sempre l’amore per la pittura.
Isa frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera per conoscere e approfondire la tecnica pittorica e qui si diploma negli anni Novanta alla Scuola Superiore degli Artefici.
Per Isa Locatelli musica e pittura sono un binomio indivisibile: “La musica si dipinge”, dice Isa.

Un percorso, quello della Locatelli, che si è sviluppato attraverso una pittura informale data da una gestualità forte e decisa, dove macchie di colore, linee e forme indefinite sono dominate dal bianco e dal nero, elementi rilevanti per l’artista. Oggi, tramite questa esperienza, nascono interessanti collage composti da diversi materiali: dal legno al ferro, dai gessi alle carte riciclate, organizzati sulla superficie in un armonioso equilibrio tra pieni e vuoti.
Indizi di una ricerca che attraversa la storia dell’arte, vivificandola della personalità vera di Isa, che esprime in ogni tela se stessa: registrazioni di attimi vissuti intensamente dai quali traspare il desiderio di non disperdere mai alcuna esperienza, sia essa personale o professionale.

“Non ci si può fermare a un’unica espressione” afferma Isa Locatelli, “perché l’arte è ricerca costante, è creatività, è fantasia, è instancabile passione che matura e cresce assieme a me”.

Nella musica

Mariangela Lauria

Tanti indizi ci rivelano come l’arte di Isa Locatelli sia guidata da riferimenti eccellenti della storia dell’arte: vi è l’esempio di Kandinskij nella liricità e musicalità del segno e nell’armonia che sorregge il ritmo delle composizioni; da Kurt Schwitters attinge una particolare predilezione per la sovrapposizione di materiali poveri; ma soprattutto da Klee assorbe il senso ludico, divertito, poetico, dei suoi personaggi.

Un discorso a parte meritano le opere rivestite di juta (materiale molto amato dall’artista) e ricoperte di gesso, cemento o plastica che forgiano la tela o la tavola, rendendole tridimensionali. Osservando i lavori di Isa si comprende quanta ricerca e voglia da parte sua ci sia nel dare vita a cose nuove, differenti tra loro, ma sempre con un denominatore comune: l’amore, la musica, la bellezza, l’armonia.